La gara dei Granai si è iscritto solo Federico, mi raccomando a Bravetta dobbiamo essere in tanti, entro lunedi 4/04/11 iscrivetevi in palestra si paga 10€ a presto M Riccomini
mezza roma-ostia
Abbiamo prenotato pullman per la roma-ostia
sabato ore 10 proviamo a fare un lunghetto!!
I PONTI D’ORO
Alla fine di un anno difficilissimo, costellato da mille problemi, caratterizzato da tanti atleti infortunati, senza uno sponsor in aiuto dal punto di vista economico, illusi da tante promesse e pochi fatti concreti, ci siamo ritrovati il 16 dicembre, come ogni anno, a celebrare i vincitori del Gran Prix, a premiare le migliori prestazioni e gli atleti più assidui e continui.
Buon 2011 a tutti gli Juvenia Runners!
IL FOLLE VOLO … DI VILLA ADA
Lui alza il suo sguardo
e ha davanti il traguardo
e come rapito da questa visione
pregusta la fine della nuova missione.
Corre corre … ed ha anche un bel passo
però non si avvede che a terra c’è un sasso
è solo un secondo e senza capire
si trova per terra ed inizia a soffrire …
Un nome volete? Un nome solo?
E’ quello di ANGELO …
… che ha fatto un gran volo !
“Bladerunner”
DEDICATA AL GRANDE ANGELO CERBONE
IL MIO NOME E’ NESSUNO ……………………….
Al carissimo Pasquino
mi rivolgo con l’inchino
lui rivendica il primato
di poeta raffinato
Non è certo la lunghezza
che determina l’altezza
il primato, la bravura
di chi scrive in rima pura
Gli argomenti son scontati
per rivendicar primati
se sei atleta ed è scontato
cerca in corsa il tuo primato
Il versetto è un gioco gaio
che può fare tizio e caio
se dei versi vuoi il primato
metti al voto il tuo operato
E’ il confronto sulla pista
che decreta il primatista
il campione quello vero
non si elegge, non è serio
Potrò essere “nessuno”
come scrivi buon Pasquino
mala rima mi diletta
e per altro punto in vetta
Ti ricordi poi di Ulisse?
Di lui Omero un giorno scrisse
che col nome di “Nessuno”…
Polifemo lasciò a digiuno!
Morale: MAI SOTTOVALUTARE NESSUNO ……………….
B l a d e r u n n e r
Un Saluto dar CATENA
So er Catena, so ‘n gran fico
de Pascuino sono amico.
Io pe’ sport nun coro… scappo
fino acchè quasi me strappo.
Ma pe’mme è necessario
pe’ sfuggì ar commissario.
A l’amico mio Pascuino
io glie chiede ogni matino:
“Che ce provi a core tanto
fino a emette quasi ‘n ranto?
In mutanne e canottiera
tu d’inverno vai de sera
con l’ucello che se ghiaccia
e paonazza ciai la faccia.
E d’estate a mezzogiorno,
co le mosche tutt’attorno,
puzzi come un caprone,
te pijasse ‘n coccolone!
Me rincuora de sapè
che sso tanti come te.
Vojo dì che tipi strani,
che nun so’ der tutto sani,
ne conosci proprio tanti
e purtroppo te ne vanti!
Si vabbè che so’ atleti
che lo sporte fanno lieti,
che s’empegneno cor core
pe’ ttenè arto l’onore
de na squadra assai affiatata
se ccè ‘n vista na magnata.
Ma a vedevve così belli,
con er vento nei capelli,
con i muscoli affilati
e ‘n pochetto esaltati,
quasi quasi me sa proprio
che nun è un vero obbrobrio
a la corsa dedicasse
continuanno ad impegnasse.
Si ho capito!… Mo ce penzo,
anche se me fa ‘n po’ senzo
de svejamme presto presto
pe’ emulà er forte Ernesto.
Me sa tanto che a modello
io me pijo er buon Marcello
ma si poi me viè er fiatone
corerò con er Cerbone!”
ER CATENA
Con l’autorizzazione del runner Pasquino (the original)
L’aquila-Rieti 2010 by Pasquino
Riassumiamo come è andata
in Abruzzo e nel Reatino,
una grande cavalcata
tra Gran Sasso ed Appennino.
Questa volta evitiamo
di parlare degli assenti.
“Scusa, sai, non veniamo ….”
Siete solo dei perdenti!
Nella conca aquilana
siamo circa una dozzina;
ci vorrebbe il golf di lana…
è un po’ fredda la mattina!
Graditissimo il ritorno
di Candiana (era ora!)
È per lei un gran bel giorno,
molto meno fa di un’ora.
Come al solito è battaglia
tra Annalisa e Maria Carla.
Sempre onorano la maglia,
degne sono di indossarla.
Con cautela e senza fretta
c’è il rientro di Fabrizio;
nella mischia lui si getta
ma difetta di esercizio.
Vanno forte i due “pischelli”,
il Formica ed Emiliano.
Quando corron sono belli,
di sicuro andran lontano.
Superato han cinquant’anni
Ena senior e il presidente;
corron sempre senza affanni
con impegno e gran mordente.
È tra noi il maratoneta
che ha domato i sampietrini.
La barbetta ha dell’asceta
ma la grinta dei mastini.
Quatto, quatto, zitto, zitto,
sfreccia rapido il Pancay.
Non si volta e corre dritto,
“Non mollare, forza, vai!”
Bravo Angelo, sei forte!
Come runner sei scarsino,
ma ci porti buone torte.
Ti adoriamo un casino!
Dopo un par di settimane
c’è una mezza maratona,
una gran fatica immane
ma la squadra almeno è nona!
Fa un gran caldo in quel di Rieti.
Afa, mosche e gran calura
condizionano gli atleti
e per loro è assai dura.
È davvero strepitoso
il fortissimo Cristiano.
È l’erede del Gaudioso
(che attualmente va un po’ piano).
Si conferma Emiliano
che precede l’avvocato,
c’è da stringergli la mano
per il tempo realizzato.
Poco dopo ecco Zani
che il buon Massimo precede.
Su, battiamogli le mani,
è in progresso e lo si vede!
Bravo Giorgio e anche Formica
e il simpatico Pancaj.
Certo, tanta è la fatica
ma non mollan proprio mai.
Che succede ultimamente?
S’è sfaldato il gran team rosa?
Solo una è presente,
del dottore la morosa.
Due new entry assai gradite
Alessandro con il Diego.
Hanno grinta e sette vite:
“Si, mi spezzo…mai mi piego!”
Che combini Presidente?
Tutti in pena ci fai stare!
Hai il battito frequente,
forse devi rallentare.
Come sempre puntuale
il Cerbone in chiusura.
Il suo tempo non è male
ma col caldo è stata dura.
E gli auguri infin facciamo
al carissimo dentista;
forza, dai, ti aspettiamo,
ti vogliamo presto in pista!
Runner Pasquino
(the original)
“….di Pasquino ce n’è uno, tutti gli altri son nessuno”
LA MARATONA DI ROMA CORSA DA DANILO, LUCA ED ALFREDO
RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO QUESTO ARTICOLO NEL QUALE DANILO RAGAGLINI CI RACCONTA LE SUE SENSAZIONI DURANTE LA MARATONA DI ROMA.
Cinquant’anni dopo la vittoria a piedi nudi del leggendario Abebe Bikila, a tagliare per primo il traguardo della sedicesima edizione della Maratona di Roma è stato Siraj Gena che, dopo 2 h 08 min 38 sec è transitato sotto il traguardo scalzo. Un’ immagine molto toccante, ma molte sono state le scene commoventi provate dai podisti che si sono dati appuntamento domenica 21 Marzo sotto il colosseo.
A differenza dell’ anno scorso, la mia seconda maratona l’ ho voluta correre insieme a due amici/runner della Juvenia 2000: Luca (colui che ha dato il la ai miei sogni di gloria) ed Alfredo (alla sua prima maratona); dopo aver condiviso altre gare, lunghi mozzafiato da 2h30min, pranzi/briefing pre-gara ed altri bei momenti, la mattina della gara, l’ appuntamento era fissato alle 7.30 davanti ai camion deposito-borse. Solito rito della preparazione, completo da gara, maglietta da gettare poco prima della partenza per non patire troppo l’ attesa di un’ ora all’ ombra di via dei fori imperiali e poi via : lo START. I primi trecento metri sono da pelle d’ oca, i palloncini dei pace/maker, gli striscioni di alcune società podistiche, le casse che trasmettono le note di “The final countdown” degli Europe; la massa ci porta a transitare sotto la partenza dopo un paio di minuti dai primi, ma poco importa, il nostro obiettivo è terminare la gara dignitosamente, e magari con un tempo prossimo alle 3h e 30min. I primi chilometri sono entusiasmanti, tanta la gente che ci saluta dai marciapiedi e dai balconi, turisti o semplici curiosi che invece delle macchine, per una domenica hanno visto transitare migliaia di persone per le strade del centro di Roma.
Nei primi chilometri si chiacchiera, Roma è bella come non mai e le gambe ancora girano bene. Luca purtroppo inizia ad avvertire il solito dolore al bicipite femorale, che ormai lo tiene sotto scacco da più di un mese, ed insieme ad Alfredo proviamo a tirarlo su di morale; ancora manca molto all’ arrivo, ma ci siamo promessi che saremmo arrivati al traguardo e ci riusciremo. Dopo 7,5 km, al primo spugnaggio troviamo Paolo, un runner Juvenia, che a causa di un infortunio questa mattina non corre con noi; ma ha voluto essere presente lo stesso, e vederlo passare le spugne agli atleti è a dir poco emozionante. Giusto il tempo di riconoscerlo e Luca lo travolge, portandogli via cuffiette ed i-pod, una scena a dir poco comica; un abbraccio anche per me ed Alfredo e via sul lungotevere, in direzione Ponte Milvio. I chilometri scorrono lentamente, e nei pressi del Ponte ci sono i podisti della Juvenia 2000 ad aspettarci. Transitiamo sotto il loro stand sotto un tripudio di urla e incitamenti, una sensazione meravigliosa. Il coach Marcello ci accompagna per qualche centinaio di metri e sentire la sua voce rassicurarci è una manna dal cielo.
Saliamo sulla tangenziale, poi giù verso la Moschea, dove inizia la vera Maratona. I chilometri diventano 30 poi 32. “Bella di Papà” urla Luca, la sua Angelica insieme a mamma Veronica lo attendono sul lungotevere, per un momento davvero commovente. Qualche minuto e Luca prova ad allungare nonostante si senta in colpa a lasciare me ed Alfredo da soli; si fa per dire, visto che è tutto un serpentone che arriva fino all’ arrivo. La stanchezza si fa sentire, le parole sono finite, e l’ orologio ci segna 2 ore e quaranta di gara. Purtroppo perdo anche Alfredo, o almeno non è più nel mio campo visivo. Il ritmo sul mio gps rallenta ed inizia ad indicare 5:15 min/km. Provo a cercare Alfredo tra tutti i podisti che mi circondano, ma ogni movimento oltre l’ essenziale è di troppo. Finalmente con Piazza Navona si entra nel centro storico della capitale, e da qui alla fine ci faranno compagnia quei simpaticissimi sampietrini… Ad attendermi a Via del Corso c’ è mia moglie, e nonostante l’ orologio corra veloce mi fermo a salutarla, la bacio e via sulla passerella di Via del Corso. Qui inizia a farsi dura, ma mi lascio distrarre da Piazza del Popolo, poi Piazza di Spagna e Fontana di Trevi, non ricordo neanche di aver visto l’ acqua ! Si transita a Piazza Venezia al 39° km, ed il ritmo piuttosto basso, mi fa abbandonare l’ idea di chiudere con un buon tempo. Ma fa niente, a questo punto conta solo arrivare fino in fondo. L’ andatura non è più fluida quando vedo in lontananza l’ ultimo ristoro. Un po’ di sali minerali, mezza banana e via, Circo Massimo sembra essere lungo chilometri, e tanti sono gli atleti che lasciano il ritmo di corsa per concedersi qualche secondo di cammino prima del rush finale.
Finalmente uno striscione indica l’ ultimo chilometro, ed il Colosseo mi aspetta per regalarmi un arrivo da Imperatore e che sognavo da sei lunghi mesi. Termino con 3h 43 min, sicuramente non quello che mi sarei aspettato, ma la gioia di passare sotto l’ arrivo, cancella tutta la delusione. Trovo Luca ad aspettarmi, che ha chiuso con una quarantina di secondi davanti a me, poi arriva Alfredo. Ce l’ abbiamo fatta.
Nonostante le gambe ormai non ci sostengono più, le ginocchia urlino dal dolore e la spossatezza ci sorprenda a vagare come zombie alla ricerca del nostro camion, ci godiamo questo momento da eroi, perché nonostante tutto é stata la nostra piccola ma emozionante impresa.
Danilo
HO VISTO COSE CHE VOI UMANI …
IN RISPOSTA A ROMA OSTIA DI RUNNER PASQUINO
Tra i runners Juvenia
scopriamo un atleta
che smessa la maglia
diventa poeta
Si firma Pasquino
e con rima sapiente
ad ogni compagno
riserva un fendente
La sua opera prima
ci è giunta gradita
e se la sua vena
non è ancora esaurita
Lo invitiamo a dar seguito
ad un nuovo commento
prendendo per spunto
il prossimo evento
Saluto il poeta
e il suo dolce cantare
però gli ricordo
che si deve allenare …
Blade runner
IN RISPOSTA A CORRI PER HAITI DI RUNNER PASQUINO
Ancor prima di leggere
il mio primo invito
il runner Pasquino ci stupisce
è già un mito
E’ la palestra il luogo
da lui eletto
per far ritrovare
il nuovo poemetto
E come un novello Cyrano
lui tocca
non col fioretto
non con la bocca
E’ il verso poetico
con rima baciata
che lui predilige
per dar la stoccata
Non risparmia nessuno
il caro Pasquino
e a lui già si brinda
con tanto buon vino
Perché tutti sprona
a non perder occasioni
però non esageri
se no rompe i coglioni …
Blade runner
Corri Per Haiti (poesia PASQUINO)
Ambizioso era l’intento:
gareggiare in più di cento
per portare in palestra,
ed esporre alla finestra,
il trofeo del vincitore
quello di “Forza Maggiore”.
Grande impegno avea profuso
il presidente a brutto muso
per convincere i più pigri
e motivarli come tigri.
“Forza, dai, non mancare,
c’è il trofeo da conquistare!
Se ti azzardi a darmi sola
io ti prendo per la gola!”
Imprevista e inaspettata
la notizia è una mazzata:
rinviata è la tenzone
(ma che gran benedizione!)
Dormiremo finalmente
come fa tutta la gente.
Ma il diabolico Marcello
(che c’ha rotto un po’ l’uccello)
vuol per forza una coppa,
tutti in piedi e guai a chi toppa!
Cerca, cerca infine trova
per Haiti un’altra prova.
La mattina della gara
la sorpresa è assai amara.
Poco più di dieci iscritti
dagli sguardi un poco afflitti.
Fa venire il mal di denti
il lungo elenco degli assenti.
A Marino e Catalano
Or s’aggiunge anche D’Urbano.
Ena junior, che facciamo?
Quando è che riprendiamo?
Ma non era tra i campioni
il dottor del “Test Conconi”?
Non si sa più programmare
ma soltanto infortunare.
Caro Ernesto che ne dici
se ti dai solo alla bici
(ricordandoti però
di portare le tip top)?
Di Antonella con Alberto
non c’è più alcun reperto.
Ma lasciamo ‘sti fetenti
e parliamo dei presenti.
Tra i primi della classe
c’è Emiliano a mani basse,
che ha sparato un gran finale
ad un ritmo infernale.
Si è ripreso Paolo Salci
(gli hanno fatto bene i calci!).
Ha lasciato un gran bel segno
Ena senior col suo impegno.
Allungato han la distanza,
per smaltire un po’ di panza,
il Milluzzi e l’avvocato
che Milano han programmato.
Poco dopo questi due,
ansimando come un bue,
giunge anche il presidente
con la grinta del vincente.
Niente male, si sapea,
il Formica ed anche Andrea.
Ed il bravo Fornasiero?
Sempre più è un runner vero.
Dopo il grande risultato,
che lo aveva esaltato,
tutto rientra nella norma,
nonostante sia in gran forma,
e l’omino duro e tosto
torna lì all’ultimo posto.
Un po’ poche le signore
che si fanno sempre onore.
Ma le altre dove stanno?
Chi è che sa che cosa fanno?
Il Runner Pasquino
